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L’Associazione

CFS/ME O SINDROME DA FATICA CRONICA: COS’È

La FATICA diventa responsabile di invalidità quotidiana e non è solo un segnale di allarme dell’insorgere e/o persistere di una patologia.

La FATICA è malattia quando il paziente presenta:

  • riduzione di almeno il 50% dell’attività fisica, mentale e sociale per almeno sei mesi, tre nel bambino;
  • sonno non ristoratore;
  • perdita di memoria e difficoltà di concentrazione;
  • dolori muscolo-scheletrici;
  • febbricola, faringodinia, linfoadenomegalia laterocervicale e/o ascellare;
  • peggioramento dei sintomi dopo sforzo fisico o cognitivo anche se breve e leggero;
  • cefalea di nuova insorgenza o di tipo diverso da quello eventualmente presente in precedenza.

 

CFS IN ETÀ PEDIATRICA

Negli ultimi anni i casi “pediatrici” sono in continuo aumento.

Importante è una DIAGNOSI PRECOCE: la letteratura riporta un’elevata percentuale di miglioramento/guarigione se la diagnosi è posta sotto i 18 anni.

Pediatra e Medico Curante hanno un ruolo fondamentale prima e dopo la diagnosi di CFS; un pediatra difficilmente confonde la cfs con un disturbo psicoemotivo primario o, peggio ancora, con la depressione.

Il Curante dovrebbe accompagnare la famiglia nella scelta di esami e consulenze prima della diagnosi e offrire sostegno e conforto dopo la diagnosi.

Il Pediatra dovrà insegnare al bambino e alla famiglia a gestire i sintomi, combattere il decadimento del tono dell’umore, arginare la preoccupazione e continuare a vivere “serenamente” la quotidianità.

Scuola, amici, sport e hobby devono essere, per quanto possibile, mantenuti anche se “riorganizzati e adattati” alla nuova situazione.

In alcuni casi è possibile ottenere dei percorsi scolastici facilitati.

Al Curante spetta anche il compito di incoraggiare i giovani pazienti a perseverare nei loro obiettivi con la speranza/certezza che un giorno potranno guarire.

 

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